Innanzitutto una breve e doverosa introduzione. Per chi malauguratamente non lo sapesse, le Sleater-Kinney sono un prolifico trio femminile proveniente da Olympia, nello Stato di Washington. E quindi sì, quando parliamo di loro, parliamo anche di Seattle, riot grrls, Sub Pop, Kill Rock Stars e grunge. Dal 1997, malgrado quasi un decennio di pausa nel mezzo, la formazione delle Sleater-Kinney rimane stabile con Janet Weiss (già nella band indie-rock Quasi) alla batteria, e le fondatrici Corin Tucker e Carrie Brownstein alla chitarra e alle voci. Con questo “Path of Wellness”, però, il gruppo giunge al traguardo del decimo album perdendo l’apporto della Weiss, sostituita in studio dalla tournista Angie Boylan.

Se il periodo di più alta qualità (quello che va da “Dig Me Out” del 1997 a “The Woods” del 2005) è già da anni concluso, è pur vero che le Sleater-Kinney hanno ancora un bel po’ di frecce al loro arco con le quali centrare il bersaglio. Le nuove undici canzoni di “Path of Wellness” mostrano infatti una band matura, in un certo qual modo classica. Il sound poggia solidamente su un impianto per l’appunto classicamente rock e analogico. Il mood trasmesso è quello degli album che non faranno la rivoluzione, ma che contribuiscono a portare ancora più rispetto alla band in questione. Le Sleater-Kinney non aggiungono niente alla loro formula, anzi spesso smussano gli angoli più del solito, ma nonostante ciò non perdono neanche una briciola di credibilità. Da segnalare la trascinante Down the Line, con un riff distorto alla J Mascis che è pura goduria.

Andrea Manenti