Dopo un silenzio di cinque anni, Tricarico torna con “Amore dillo senza ridere ma non troppo seriamente”, il suo ottavo album di inediti uscito per Artist First. Prodotto da Vittorio Corbisiero, l’album contiene dodici tracce che parlano di relazioni umane, storie d’amore o familiari, messe a fuoco dalla scrittura sempre piĂą personale del cantautore milanese.

Dopo una breve intro, l’album si apre con A Milano Non c’è il Mare, la collaborazione con Francesco De Gregori del 2019. Il Principe definì Tricarico il suo gemello sghembo, e in questo brano si intuisce tutta la loro somiglianza. Abbracciami fortissimo è un altro singolo del 2019, mentre il primo vero e proprio inedito è Era soltanto un gioco, la storia di un amore sbagliato che continua a mancare: “Quando sto con te dopo un po’ voglio stare da solo / E quando sto da solo dopo un po’ voglio stare con te”.

Il singolo Mi manchi negli occhi è uno dei brani più potenti, il testo scritto insieme al gallerista Giancarlo Pedrazzini suona intensamente sul pianoforte e nel crescendo di archi finale. Superficialità è una ballata tagliente che contiene le parole più affilate dell’album: “Tu come stai? / Tutta una vita a far felici gli altri e poi / Te ne vai”.

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Apri gli occhi è un piccolo viaggio onirico che cerca il suo posto nella realtà. L’album si chiude con l’esplosione del coro finale che ripete “Voglio vivere”, e con il fischiettare dei passi annacquati di Coda.

Tricarico sembra aver raggiunto una grande maturitĂ  nella scrittura e la produzione di Corbisiero è davvero ricca in tutti gli arrangiamenti. “Amore dillo senza ridere ma non troppo seriamente” è una festa di strumenti classici, dodici brani forse troppo omogenei a cui sembra mancare soltanto una sorpresa, un intermezzo che spezzi il fiato, qualche vicolo che si discosti dalla strada principale di un album ben riuscito.

Mattia Sofo