I Belle and Sebastian tornano a scrivere una colonna sonora e, in un certo senso, fanno anche ritorno a casa. “Days of the Bagnold Summer” è una graphic novel del 2012, nata dalla matita di Joff Winterhart, la cui trasposizione cinematografica, diretta da Simon Bird, è attesa nelle sale per il 2020. La storia narra di un adolescente metallaro, costretto a passare l’estate con la persona che odia di più al mondo: sua madre. La band scozzese ha musicato il tutto, e il risultato è decisamente positivo.

Per prima cosa, i propositi elettronici degli ultimi lavori sono stati messi da parte. Questo disco suona come un ritorno alle origini, con qualche piccolo passo in avanti. Tornano le melodie dalla dolcezza diffusa, tornano l’organo, il violino e le chitarre acustiche. Tornano anche i vecchi brani: Get Me Away From Here I’m Dying e I Know Where The Summer Goes vengono registrate con abiti nuovi. I punti di forza sono le strumentali Jill Pole e The Colour’s Gonna Run, che danno un respiro inedito alla band e alle sue sonoritĂ .

Il disco si chiude con quelli che forse sono i tre pezzi migliori. Sister Buddha è davvero il ritorno a casa della band, mentre in This Letter le liriche di Stuart Murdoch accompagnano in modo delizioso un arpeggio acustico e una tromba educata. We Were Never Glorious è il finale malinconico dominato dal piano e dagli archi.

L’ultima volta che i Belle and Sebastian hanno lavorato a una colonna sonora nel 2002 ne era venuto fuori “Storytelling”, un mezzo fallimento. Questa volta sono riusciti a produrre un ottimo album, che può essere un solido punto di partenza per il futuro, con un sound ritrovato e consolidato.

Mattia Sofo