Symphony è il primo video ufficiale del nuovo progetto HUGO RACE FATALISTS, girato di Miguel Rios & Meredith O’Shea e ideato dallo stesso Hugo Race per dare forma a un brano dalla forte ispirazione dub e blues, che celebra l’amore e la sensualità.
Il brano è tratto da Taken By The Dream, il nuovo disco della band  che uscirà il 26 di Aprile per Goodfellas e sarà accompagnato da un lungo tour in Italia.

Per l’occasione, abbiamo contattato Hugo per fare due chiacchiere e farci raccontare come è nato questo album.

Ciao, Hugo! La tua storia musicale è talmente vasta e variegata che risulta difficile anche solo scegliere come iniziare quest’intervista. Visto che tra poco uscirà Taken By The Dream, il tuo nuovo album assieme ai Fatalists, ti chiedo cosa dobbiamo aspettarci. Quale cammino avete intrapreso, quali sono le sonorità e le atmosfere che vi hanno guidato? Come è stato tornare a collaborare con i Sacri Cuori?

Hi there, Alessandro! Allora… Taken by the dream è fondamentalmente un album di canzoni nella tradizione cantautorale. Come il disco precedente, 24 hours to Nowhere, sono stato ispirato da storici musicisti americani come Tim Hardin, Mickey Newbury, Tim Rose, autori di canzoni che mescolano ballate folk e country con stili rock anni ’60 / ’70.  Parto da queste fonti per arrivare a tutt’altro risultato, visto che vengo da un luogo e da un tempo differente. Quindi c’è un lato elettronico e alcune sperimentazioni particolari che rendono l’album moderno. Poi, volevo che questo disco risultasse luminoso, in contrasto con l’oscurità dei precedenti. Taken by the Dream parla di quanto sia difficile spiegare la differenza tra l’illusione e il fato, si tratta di gioia, dolore, caos, vuoto, bellezza e meraviglia, amore, vita e morte, I grandi temi. Sì, i Fatalisti sono i Sacri Cuori, facciamo musica da un decennio e questo è il nostro quarto album. È sempre un grande piacere lavorare insieme, loro portano interpretazioni uniche e italianizzate alle mie canzoni. Attingendo alle loro incredibili capacità come musicisti e alla loro conoscenza della storia della musica, aggiungono tanta profondità al suono.

Ci parli un po’ degli ospiti che compaiono nel disco (so che sono tantissimi!)? La composizione, invece, che strada ha seguito? I brani li avete scritti tutti assieme oppure tu hai tirato giù il nucleo dei pezzi e i Sacri Cuori li hanno completati con le loro parti?

Ho invitato alcuni cari amici a lavorare alle canzoni del disco. Diego e Checco dei Sacri Cuori e anche Giovanni Ferrario, che ha suonato con me sia nei True Spirit che nei Sepiatone con la sua Jazzmaster. Loro sono i principali Fatalisti e tutti assieme abbiamo realizzato due grandi sessioni di registrazione, una in inverno e una in estate nello studio di Checco sul mare Adriatico. Abbiamo mixato l’album nello studio di Cesare Basile a Catania. Gli altri musicisti sono Vicki Brown, che fa parte dei Fatalisti fin dall’inizio e il suo violino del deserto del New Mexico è una parte essenziale del suono. Lisa Crawley è una fantastica giovane cantautrice pop della Nuova Zelanda, ci siamo incontrati a Melbourne alcuni anni fa lavorando a uno spettacolo di musica teatrale insieme, sono rimasto così colpito che le ho chiesto di cantare su questo album con me. Chris Brokaw è un fratello e un compagno di strada da molto tempo, è stato parte di Dirtmusic per molti anni, uno dei migliori chitarristi che abbia mai sentito. Anche Michelangelo Russo e Brian Colechin del True Spirit sono entrati nelle sessioni come ospiti. Fondamentalmente, scrivo tutte le canzoni dei Fatalisti in modo che io possa suonarle come artista solista, poi la band lavora con me sui suoni e sugli arrangiamenti. È un approccio molto classico alla realizzazione di un album, non lavoro sempre così, ma mi piace quando lo faccio.

So che, dopo una lunga permanenza in Sicilia, sei tornato a vivere in Australia. Cosa ti manca di più dell’Italia? E, visto che hai avuto modo di sperimentare varie realtà estere, cosa ne pensi della scena alternativa italiana? Come pensi che venga recepita all’estero?

Sono sempre stato un vagabondo. Da quando ero adolescente ho trascorso molti anni viaggiando per il mondo e ho trovato in Italia, attraverso amici e legami familiari, una specie di seconda casa. Mi manca il caos delle città e lo splendore dei paesaggi e l’incredibile varietà di cultura e clima, ma soprattutto mi manca l’energia e l’originalità della gente. La scena indipendente italiana è vibrante come altrove, anche se le opportunità sono difficili da trovare per i musicisti. Artisti come Cesare Basile, Bachi da Pietra, Sycamore Age, Calibro 35, GDG Modern Trio e Massimiliano Larocca, suonano come nessun altro. Sono realtà che possono esistere solo qui! Spero di vederli fare musica fuori dall’Italia.

Tornando alla varietà di suono, con i tuoi numerosi progetti spazi dal blues sporco e scuro dei Fatalists, fino alla world music dei Dirtmusic passando attraverso le contaminazioni dei True Spirit. Ti chiedo cos’è che ti porta a muoverti in continuazione all’interno di queste diverse strutture e in che modo tu decida di dedicarti all’una o all’altra in un determinato momento.

Immagino di sentire solo musica in un’enorme varietà di forme, colori e stili. Ho bisogno di lavorare con diversi stati d’animo e intenzioni per poter esprimere ciò che sento. Fare dischi è per me come fare film, ogni progetto o album ha una personalità distintiva e una ragione per esistere. Non mi preoccupo di cosa farò con il materiale, so che mentre la canzone si sviluppa, diventerà chiaro a me di cosa si tratta e di dove si trova. Quindi, l’importante è permettere che le nuove creazioni accadano e questo è un lato della storia – dall’altra parte c’è il lato business, che opera in un modo totalmente diverso dal lato artistico. Mi piace permettere a canzoni e album di crescere in modo naturale, intuitivo, con una vita propria che determina se e come vengono rilasciati i brani. Sto sempre andando avanti con più canzoni, progetti e idee, anche se il lato business non può tollerarlo, e penso che sia così che dovrebbe essere, a tempo pieno, piena passione.

Quali sono stati i tuoi ascolti più recenti? Cos’è che invece, lungo il corso della tua carriera, è passato più spesso sul tuo giradischi e che ritieni un ascolto imprescindibile, senza il quale non riusciresti a stare?

Oscillo tra diversi stati d’animo in modo casuale, bipolare, tra country folk ed elettronica con viaggi laterali in stranezze generali. Prendo seriamente la musica, mi guida dove devo andare. La vita senza musica è impensabile. Pan Sonic / Mika Vainio, sempre Dylan e alcuni quartetti d’archi. Lana del Rey, Ronnie Spector, Flaming Lips, The War on Drugs e Low hanno fatto album incredibili negli ultimi tempi.

Con i Fatalists avete in programma un bel tour italiano che vi porterà ad attraversare tutto lo stivale nel mese di maggio. Pensate di fare un giro anche in Europa o in Australia?

Sì, i fatalisti stanno suonando altri spettacoli in Europa questa primavera oltre all’Italia, e torneranno per altri spettacoli in Europa orientale e in Germania in autunno. L’Australia presenta difficoltà uniche per il turismo, la popolazione è poca e le città sono molto lontane l’una dall’altra, troppo lontane per guidare, quindi fare un tour nazionale può essere difficile. Probabilmente farò un tour australiano da solo che è qualcosa che trovo affascinante, stimolante e spesso stimolante – viaggiare in solitario e suonare canzoni in luoghi lontani, ti mette in una realtà molto strana e alienata, è come ho iniziato in primo luogo, seguendo la leggenda della strada dei vecchi ragazzi del blues.

Ti ringrazio per la chiacchierata, Hugo, è stato un piacere!

Grazie a voi! Ciao!
Hugo

Per chi non ha mai visto Hugo Race, ve lo consigliamo caldamente. E’ un esperienza mistica, eccovi le date
03/05 CATANZARO Museo del Rock 
04/05 CINQUEFRONDI (RC) Frantoio delle Idee
05/05 MOLFETTA (BA) La Cittadella degli Artisti 
09/05 BERGAMO Druso 
10/05 FIRENZE Circolo Progresso 
11/05 RAVENNA Boca Barranca 
12/05 PESCARA Scumm 
17/05 SAVONA Raindogs House 
18/05 ROMA Wishlist Club 
30/05 TORINO Blah Blah 
01/06 LUGAGNANO (VR) Club Il Giardino
05/06 MILANO Germi