Il 6 luglio 1957, quando erano ancora minorenni, John Lennon e Paul McCartney si incontrarono per la prima volta nel giardino della chiesa di St Peter nel quartiere di Woolton a Liverpool, dove John suonava con il suo gruppo di allora, The Quarry Men.

Il prossimo 6 luglio a Palazzo Fava a Bologna, in occasione del sessantesimo anniversario da questo incontro fondamentale, inaugura la mostra “Astrid Kirchherr with the Beatles”, una retrospettiva che ripercorre la storia dei cosiddetti “Hamburg Days”, gli anni formativi dei Beatles nell’Amburgo del dopo guerra, attraverso gli scatti della fotografa Astrid Kirchherr. L’artista tedesca non solo immortalò il gruppo quando ancora si stava formando, ma ne influenzò profondamente lo stile trasformandolo in quello che tutti oggi conosciamo.

La Kirchherr incontra per la prima volta i Beatles nel 1960 al Kiserkeller, uno dei molti locali sulla Reeperbahn in cui le giovani band inglesi venivano messe sotto contratto a pochi marchi per suonare rock’n’roll tutta la notte e intrattenere i soldati americani di stanza nella cittĂ  dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. La band era allora composta da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Pete Best alla batteria e Stuart Sutcliffe al basso (Paul all’epoca si dedicava alla chitarra).

La fotografa tedesca all’epoca era studentessa al politecnico e assistente del celebre fotografo Reinhard Wolf e venne a sapere della band grazie all’amico e allora fidanzato Klaus Voormann, che avrebbe in seguito disegnato la copertina del settimo album dei Beatles, “Revolver”. La fotografa introdusse il gruppo all’arte e alla letteratura esistenzialista, portando in loro un drastico cambiamento nello stile: le giacche di pelle, gli stivali alla texana e i capelli con la banana lasciarono presto posto a completi, camice e al piĂą minimale taglio a caschetto che anche la fotografa sfoggiava e che sarebbe diventato presto uno dei simboli della band.

Sutcliffe, in seguito, si legò anche sentimentalmente alla Kirchherr al punto da chiederle di sposarla e lasciare la band per rimanere con lei ad Amburgo. Da allora i Beatles rimasero in quattro e presto Best venne sostituito da Ringo Starr. Sutcliffe sarebbe morto dopo appena due anni, mentre i Beatles stavano diventano un fenomeno di massa. I Beatles e la Kirchherr però rimasero legati da profonda amicizia e la fotografa fu una delle poche che poté seguire la band anche negli anni successivi, quando ormai erano all’apice della carriera, regalandoci scatti memorabili ma anche intimi e privati, tra vacanze rubate e week end in giro per l’Europa.

La Kirchherr fu anche la prima a immortalare i Beatles in un vero e proprio servizio fotografico posato, regalandoci scatti orami entrati nella storia ma che erano pressoché sconosciuti fino agli anni ’90, e inoltre fu l’unica fotografa ammessa sul set di “Hard Day’s Night”, il primo film della band.

La mostra “Astrid Kirccherr with the Beatles”, organizzata da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae – Musei nella Città, in collaborazione con ONO arte contemporanea, Ginzburg Fine Arts e Kai-Uwe Franz, durerà fino al 9 ottobre.

 

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Orari:

Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica: 11-19

Giovedì: 11-22

Sede:

Palazzo Fava, via Manzoni 2, Bologna

Biglietti:

Intero € 12,00

Ridotto € 9,00