A cinque anni dalla sua uscita, è stato riesumato per il grande schermo un gioiello. Del regista del bellissimo “45 anni” (recentemente nominato agli oscar come miglior film straniero) anche “Weekend” narra una complicata storia di relazioni sentimentali. Andrew Haigh ha scritto e diretto una storia d’amore che si svolge nelle giornate di un fine settimana, tra due ragazzi gay che si incontrano una sera in un locale. Un colpo di fulmine che esplode all’alba dopo una notte d’amore, con una conoscenza che si struttura sugli sguardi, sul contatto e sull’attrazione. Seguono i dialoghi, dove una personalità dolce con una più estroversa si scontrano. Silenzi, lacrime, risa e incertezze. Una relazione sul bordo della precarietà, nascosta tra le mura di un appartamento, dove il giorno si mescola con la notte. Le domande sono quelle di ogni relazione, domande che avremmo fatto e che ci saremmo fatti tutti, con la paura di ricostruire un amore, che può essere precario sulle ceneri di vecchie e recenti relazioni interrotte.

Come un sogno, con un bel finale aperto, agrodolce (lieto fine o no?), “Weekend” è un film bellissimo, delicatamente intensissimo, scritto e girato con uno stile essenziale e vagamente naturalistico ma forse per questo sincero, di un’essenzialità che racconta una storia appena affrescata ma con tonalità già intense, come un arcobaleno che non si mostrava da un po’.  E non importa quale sia il genere dei partner quando si parla d’amore, quello vero, improvviso e che non ti aspetti.

Il Demente Colombo