15167736_948564201943920_7546958080331823349_oAnche nella grigia provincia italiota ogni tanto può aprirsi uno sprazzo di luce. Esempio lampante lo è stato il primo di tre live nella nostra penisola del poker d’assi Bol & Snah (side project di matrice prog, ma non solo, dell’eclettico chitarrista dei Motorpsycho Hans Magnus Ryan aka Snah). Il tempio della musica rock bergamasca accoglie infatti un signor concerto, frutto della volontà di musicare le poesie del norvegese Rolf Jacobsen. In tour per presentare il primo lavoro “So? Now?” (qui la nostra recensione) il quartetto nordico regala al pubblico presente (non moltissimo in verità) un’ora e mezza di emozioni, voli pindarici e violenza. Perfetto mix fra hard rock seventies, prog e sperimentazioni, lo spettacolo scorre piacevolmente per tutta la sua durata. Undici brani, sei del citato disco e cinque inediti, per dar sfoggio ad una tecnica mai fine a se stessa. Fuori piove, ma all’interno del Druso, le condizioni climatiche volute dalla natura continuano fragorosamente a cambiare: i suoni riprodotti dalla bravissima cantante Tone Ase, dai suoi compagni di band nei Bol e dalla “star” (alquanto socievole come dimostra la sua disponibilità prima del live a far foto e firmare autografi) Snah ricreano infatti paesaggi solari come ghiacciati, caldo torrido come vere e proprie bufere. Una gioia per le orecchie che inizia con la bellissima “Reality”, prosegue con la violenta “#thatfeeling”, regala pace in “So? Now?” e trasforma gli uditori in eroi epici in “The Sidewalks”. Due inediti, una potentissima “Briefing” in cui Snah dà sfoggio del suo amore incondizionato per certi riff sporchi figli degli anni settanta, un altro inedito ed il finale con la proposizone della spaziale “Epilogue”. I musicisti si divertono, noi sotto il palco pure. C’è quindi tempo ancora per due encore prima di rientrare in macchina tornando nelle rispettive case in una notte di provincia sicuramente non come tutte le altre.

Andrea Manenti