adamgreenbinkishapiro-7Genio e follia. Quando si parla di Adam Green lo stereotipo romantico per eccellenza sembra acquistare un certo grado di verità. Già visto tre anni or sono al Carroponte, questa volta il folletto newyorkese me lo becco ad un palmo di naso all’interno dell’intimissimo Biko. La giacca in pelle ha lasciato spazio al costume e al cappello di Aladino (il protagonista dell’ultimo film/album che il nostro sta presentando in questo tour), le birre sono sempre saldamente in mano, i saltelli e il sudore sono rimasti così come la voglia di body surfing, la voce forse è un poco meno in forma, ma comunque intonata e comprensibile. Accompagnato dai cinque elementi (batteria, tastiera, basso e due chitarre) della band francese Coming Soon, ai quali esattamente a metà show lascerà anche la possibilità di presentare due brani originali all’esaltato pubblico meneghino, Adam coinvolge i presenti in un concerto antologico della durata di circa un’ora e mezza per ventotto canzoni, trenta contando le due della backing band.

Si inizia mentre la gente accalcata fuori dal locale, causa la precedente proiezione del film solo per alcuni (ma tranquilli…ve lo trovate gratuito e sottotitolato in italiano su youtube!), sta ancora entrando. Fortunatamente il destino decide di lasciarmi entrare esattamente durante le prime note dell’opener “Fix My Blues”, uno dei brani più belli dell’ultimo album. Sembra si sia partiti un po’ in sordina, ma pian piano la voce si scalda e così anche la nostra partecipazione diventa sempre più viva, fino a vedere una sorta di piccolo pogo sulle spassosissime “Gemstones” e “Emily”. Non sono ancora passati trenta minuti quando la band lascia il nostro solo chitarra voce sul palco ad attaccare “Who’s Got the Crack”: l’emozione mi assale. Il brano dei Moldy Peaches (band di culto nella quale Adam mosse i primi passi) lo conobbi un decennio fa circa grazie alle Babyshambles Sessions dei Libertines e fin dal primo ascolto l’accolsi come uno dei più fulgidi esempi di alta scrittura “punk toxic acoustic ironic”…grazie Adam! È giunto il momento di far scegliere qualche canzone al pubblico ed ecco “No Legs” e “I Wanna Die” (il giochetto sarà ripetuto più tardi con “The Prince’s Bed” e “Pay the Toll”), quando sul palco sale l’amico di vecchia data Francesco Mandelli (i due anni fa fecero addirittura un tour insieme) per una delicata versione di “Party Line”. Un attimo di pausa per Adam, un attimo di notorietà per i Coming Soon e la scaletta prende la cavalcata verso il gran finale. “Kokomo” è più volte accennata dalla sola profonda voce di Adam, gli altri brani si chiamano”Drugs”, “Jessica” e “Dance with Me”: storia. Ancora una volta Mr. Green ha saputo divertire ed emozionare. Applausi.

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SCALETTA: Fix My Blues / Bluebirds / Bunnyranch / Novotel / Frozen in Time / Me from Far Away / Buddy Bradley / Gemstones / Tropical Island / Nature of the Clown / Emily / Who’s Got the Crack (Adam solo chitarra e voce) / No Legs (Adam solo chitarra e voce) / I Wanna Die (Adam solo chitarra e voce) / Party Line (Francesco Mandelli alla chitarra e Adam alla voce) / (due brani della backing band Coming Soon) / What Makes Him Act So Bad / Kokomo (già accennata prima e che verrà accennata anche dopo, Adam solo voce) / Friends of Mine / Never Lift a Finger / Cigarette Burns Forever / Carolina / Drugs / Morning After Midnight / Jessica / The Prince’s Bed (Adam solo chitarra e voce) / Pay the Toll (Adam solo chitarra e voce) / Interested in Music / Dance with Me

Andrea Manenti